Le nostre radici

La storia, i costumi e la nostra gente

Le radici del territorio riese risalgono alla notte dei tempi.

Vaso Eneolitico rinvenuto nella Grotta di San Giuseppe

Infatti il territorio era gia’ abitato nel terzo millennio a.c.
La prova nasce dalla scoperta nel 1966, che nella galleria naturale che gli abitanti chiamano ancor oggi, “La Grotta di San Giuseppe”, di una necropoli rupestre risalente al periodo Eneolitico.

Dopo la scoperta del geologo Mario Cignoni la necropolis fu scavata tra il 1969 e il 1970.
Al suo interno si trovavano le sepolture di circa 80 individui appartenenti ad una fase avanzata della Cultura del Rinaldone.
I corredi funebri dei defunti, oggi esposti presso il Museo civico archeologico del Distretto Minerario di Rio nell’Elba, consistevano di tipici vasi «a fiasco», ciotole, attingitoi, vasi globulari, cuspidi di freccia in diaspro, pugnali di rame e punteruoli d’osso.

Di estremo interesse anche il cranio con foro appartenente ad una giovane donna sepolta.

Il territorio di Rio e’ stato sempre molto sfruttato – dai tempi degli etruschi fino alla chiusura definitive delle miniere avvenuta nel 1981 – per scopi minerari, in quanto e’ presente un grande giacimento a cielo aperto di minerale di pirite, ematite e, in misura minore, di limonite.

Nel periodo etrusco, i minerali, dopo essere stati estratti venivano fusi sul posto, facendo ergere colonne di fumo visibili sin dalla costa (proprio per questo i greci chiamarono l’Isola d’Elba “Aethalìa”, che significa appunto “fumosa”).
Nel periodo romano i minerali venivano trasportati via mare nella vicina Populonia per poi essere fusi nelle fornaci al fine di ottenere il ferro.

Sempre in epoca romana a Cavo, sul promontorio di Capo Castello, fu costruita una domus patrizia.

Gli Statuta Rivi

Nel 1260 il territorio era conosciuto come Comune Rivi, (oggi Rio nell’Elba) e ne fu parte integrante insieme al vicino villaggio di Grassera.

Intorno al 1454 il paese fu visitato dal giovanissimo Pietro Cirneo, impiegato nel trasporto del ferro dalle miniere all’imbarco di Rio Marina, che descrisse Rio come un paese non fortificato («…Arigum oppidum non muratum…»).

Rio subì un violento assalto notturno nel 1534 ad opera di Khayr al-Din Barbarossa, in cui fu distrutta Grassera.

Torre del Giove Rio

Il paese fu nuovamente devastato nel 1553 e 1555 da parte dell’Ammiraglio ottomano Turghud detto “Dragut”, successore di Khayr al-Din Barbarossa, viceré di Algeri e signore di Tripoli e al-Mahdiyy che distrusse parzialmente la Torre del Giove sche fu definitivamente distrutta nel 1708 da Mouroy de Pinel, governatore spagnolo di Porto Longone (Porto Azzurro).

I primi insediamenti dell’attuale Rio Marina risalgono intorno al XV secolo: in quel periodo la zona era conosciuta come “Piaggia di Rio”, e costituiva il punto di accesso al mare del vicino centro abitato di Rio nell’Elba.

In quel periodo, infatti, le incursioni dei pirati spingevano gli abitanti a costruire i paesi sulle colline; le uniche costruzioni presenti all’epoca erano la “torre di Rio Marina” (essa compare come «Torre di Spiaggia» in una cartografia del 1420 attribuita a Cristoforo Buondelmonti), l’oratorio di San Rocco ed alcuni edifici di servizio.

La caricazione

È nel XVIII secolo che la Piaggia di Rio inizia a chiamarsi Marina di Rio e svilupparsi per l’arrivo di alcuni padroni di bastimenti e marinai liguri e corsi che si trasferiscono nel borgo marinaro ed insieme alle guardie, ai pesatori, ad alcuni pescatori e ad altri padroni e marinai scesi da Rio nell’Elba, danno cosi’ origine alla prima comunità piaggese.

Ai tempi dell’invasione francese del 1799 inizia lo sfruttamento industriale delle miniere di ferro: vengono importate nuove tecnologie e aperte nuove cave.

Nel 1881 il territorio si divide in 2 comuni: Rio nell’Elba e Rio Marina.

La divisione avverra’ con dei tumulti durati molti giorni e della nascita del “Coccolo”.

L’estrazione dei minerali di ferro sara’ per molti altri decenni la principale attivita’ economica del territorio.

Ma nell’estate del 1911 si crea a Portoferraio uno scontro sociale tra la società “Elba di Miniere e Alti Forni” ed mille e ottocento operai, siderurgici e minatori. Un evento che avra’ implicazioni politiche, economiche e sociali, anche a livello nazionale.

A Rio la Società Elba, che aveva molti problemi economici ed organizzativi da risolvere proclama una serrata a tempo indeterminato di tutti gli stabilimenti. Pochi mesi di lotta ma alla fine il lavoro risprese.

Minatori di Rio al lavoro

Nel secondo dopoguerra inizia il minerale di ferro riese diventa strategico per la ricostruzione di tutto il Paese.

70 anni dopo la prima lotta sindacale, nel 1981, gli operai delle miniere di Rio, ancora una volta si vedono impegnati nella difesa del posto di lavoro, ma questa volta le miniere saranno chiuse definitivamente,

Inizia cosi’, per gran parte del territorio, il passaggio dalla millenaria economia d’estrazione mineraria a quella dell’accoglienza turistica.