Isola di Palmaiola

L’isola di Palmaiola (latino: Columbaria) è un’isola minore dell’arcipelago toscano.

Nel XIII secolo è ricordata (Annali del Caffaro) come «insulam Palmarole». Il toponimo deriva dalla presenza della palma nana, che tuttora sopravvive con una stazione di pochi esemplari arbustivi sul versante nordoccidentale dell’isola.

È situata nel canale di Piombino a est dell’estremità nord-orientale dell’isola d’Elba e a sud-ovest della città di Piombino.
La morfologia è aspra, a forma approssimativamente triangolare; sulla sommità è presente una struttura abitabile con un faro della Marina Militare, attivato il 15 gennaio 1844 sul luogo di una torre edificata nel 909 dalla Repubblica di Pisa e poi ristrutturata nel 1534 dagli Appiano; il faro venne automatizzato nel 1989 con un impianto di pannelli solari da 20 kW. Accanto alla costruzione è presente un piccolo eliporto, mentre poco più a valle si trova una baracca in muratura in altri tempi destinata a ricovero per animali.
Al faro giunge l’unico sentiero dell’isola, di circa 250 metri, che si origina dall’insenatura non attrezzata presente nella parte nord, a ridosso del Frate, uno scoglio di circa 4.000 m² (altitudine massima 15 m) elongato verso nord.

Nel lato sud-est è presente un ulteriore piccolo scoglio di circa 200 m².
L’isolotto riveste un’importanza naturalistica particolare, in quanto sito di nidificazione di uccelli marini quali la berta maggiore ed il raro gabbiano corso. Assieme alla vicina isola di Cerboli, è stata inserita nei Siti di Interesse Comunitario della regione Toscana per il contesto marino e ambientale in cui si trova. Fa anche parte del parco nazionale dell’Arcipelago Toscano.[1]